«

»

Start up – pensieri sparsi, ma davvero sparsi

Da un anno accarezzo l’idea di partecipare ad uno di quei concorsi per start up, proponendo un’idea e sperando di trovare qualcuno disposto a crederci che ne finanzi la realizzazione.

Un po’ di tempo fa ho cominciato a pensarci seriamente, a farmi venre in mente idee e a parlarne con amici. A quanto pare l’idea adesso c’è, ed è buona!

Ho coinvolto le persone più vicine, motivate e competenti che avevo attorno e insieme abbiamo deciso di  buttarci in questa avventura.

Mi sto rendendo conto, man mano che passano i giorni, di cosa voglia dire davvero lavorare ad un progetto simile. I dubbi, le discussioni tecniche e le seghe mentali, la ricerca dei pezzi che ancora mancano per completare il puzzle..

In questo periodo sto cercando una persona capace di redigere un business plan. Nessuno di noi è così pretenzioso da volersi cimentare, e credo sia un bene. La start cup Milano Lombardia, ad esempio, offre la possibilità di trovare questa persona in seguito.

Io però sono convinto che trovarla prima sia meglio, anche perchè in passato ho già avuto fregature dalla sorte con compagni di gruppo in progetti vari e preferirei davvero, data l’importanza della cosa, scegliere la persona giusta.

Poi c’è un altro aspetto della questione, più intimo e forse ancora più importante per me, che è quello etico.

Sto scrivendo delle regole che, ovviamente discusse con gli altri, costituiranno il codice etico dell’applicazione che ci proponiamo di scrivere. Regole di assoluto buon senso e garanzia per gli utenti, regole che spero nessun capitalista di ventura o gestionale/commerciale vorrà contestare in nome del mero profitto. Io spero, e in fondo credo, che la trasparenza e l’onestà possano essere valori fondanti e riconoscibili all’esterno che ci premieranno.

Infine c’è il discorso sentimental-patriottistico, ossia il fatto che non ci sto a dover lasciare l’Italia per combinare qualcosa di buono, che voglio star qui e far qualcosa che risulti in effetti positivi per il mio paese, la mia economia, la mia gente. Certo, sarebbe meglio se qualcuno, ci siamo capiti, non andasse al Quirinale prossimamente!

Vabè, pensieri sparsi alla fine :)