Il blog di Alexjan Carraturo

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FSUGitalia prepara il DFD10

4 March, 2010 - 07:16

Giunto ormai alla terza edizione, dopo il riuscito evento “sperimentale” al Centro Polifunzionale di Opera (MI), FSUGItalia si prepara a celebrare il DFD2010, tornado alla formula classica utilizzata durante tutti i vari SFD, ovvero, all’interno di una scuola.

L’evento si terrà presso i locali  del Liceo Scientifico Statale “A.Volta”, vicolo san Matteo 8,06049 Spoleto (PG), il 27 Marzo 2010 (e non il 31 come previsto da calendario internazionale, per venire incontro alla chiusura per vacanze pasquali delle scuole superiori).

Il Document Freedom Day è la giornata mondiale dedicata agli standard aperti per i documenti. L’evento è organizzato a livello internazionale dalla Free Software Foundation Europe (http://www.fsfe.org).

Con “standard aperti” si caratterizzano quegli standard, le cui specifiche sono aperte a tutti, e su cui tutti possono lavorare, interoperare, e collaborare, senza essere costretti ad affidarsi ad un unico monopolista detentore di uno standard “chiuso” (altrimenti definito “standard proprietario”). L’evento è indirizzato verso tutti gli standard per file digitali, quali musica, immagini, video, ma si concentra soprattutto sullo standard dei documenti. Ci sono una serie di valide motivazioni per portare ODF nelle scuole e farlo conoscere sia ai professori sia agli studenti, che vanno viste in confronto tra l’alternativa proprietaria e quella aperta.

Saranno previsti interventi mattutini di natura più teorica, ed interventi pomeridiani di natura più pratica.

Maggiori informazioni sull’evento, sul come arrivare, sul materiale ed i volantini sono  a disposizone nella sezione eventi del sito di FSUGitalia ( http://www.fsugitalia.org/eventi/doku.php?id=dfd:dfd10 )


Facebook abilita il supporto Jabber

19 February, 2010 - 19:41

tratto dal bog di Vincenzo Ampolo.

Da qualche giorno facebook ha abilitato il supporto al protocollo XMPP. Ciò ha aperto la strada a molti client di Istant Messaging ovvero i programmini come msn o yahoo che ci permettono di chattare con altre persone. In passato ho parlato di come far funzionare la chat di facebook su kopete, un client di istant messaging, tuttavia il plug-in che avevo utilizzato soffre di qualche problema dato che si interfaccia direttamente con i server facebook come se fosse la chat implementata nel browser quando si è sul sito facebook.com.

Le istruzioni su come impostare il proprio client sono pubblicate direttamente su facebook a questo indirizzo. In poche parole basta impostare questi dati per la connessione:

Username: username@chat.facebook.com

Password: la vostra password di facebook

Server: chat.facebook.com

Port: 5222 (NO SSL)


Gnome-shell, qualcosa di nuovo

6 February, 2010 - 09:50

Dopo una serie di commenti negativi in merito, ero abbastanza scettico su questa Gnome-shell, la versione anteprima di quello che sarà il futuro Gnome 3.0. Ero già mentalmente pronto ad una stroncatura, anche perchè, se già non amo Gnome, sentire criticare Gnome-shell dagli amanti di Gnome era tutto in programma. Installarlo su Fedora 12 è veramente al pari di installare un singolo pacchetto da package manager e configurarlo (va attivato nella sezione “Effetti Desktop”).

Nonostante i miei pregiudizi, mi trovo su un ambiente Desktop insolito, stranamente molto intuitivo, molto fluido e veramente facile da utilizzare. Sfrutta indubbiamente meglio gli spazi del desktop, tant’è che da subito direi che è ottimale per i netbook. L’accesso alle applicazioni, se pur non immediatissimo è sufficientemente logico. Manca ancora un po’ di miglioramento sui menu (e sui contrasti), e la visibilità non è eccezzionale (ma sicuramente migliorabile con un buon tema grafico), ma finalmente qualcosa di nuovo. Da sostenitore di KDE convinto quale sono, mi ritrovo quasi spiazzato, ma onestamente convinto che con questa Gnome-shell e di conseguenza il futuro Gnome 3.0, possano recuperare tutto il terreno hanno perduto nei confronti di KDE 4.

Se dobbiamo parlare di “UI”, Gnome-shell porta con se un tipo di approccio nuovo, e, che piaccia o meno, almeno hanno provato ad innovare in un ambiente dove tutti cercano di mantenere stretto il più possibile il loro “look & feel”. Quindi, bravi, continuate così, c’è ottimo margine di miglioramento.


OpenSolaris 2009.06 in prova

25 January, 2010 - 18:14

Tutto nasce dall’errore madornale di Luca di lasciarmi, dopo la fiera, i suoi portatili. Lo avevo avvisato che se li sarebbe ritrovati tutti Slackwarizzati in pochi giorni. A tale prospettiva il buon Luca aveva minimizzato, dicendo che il cambiamento non sarebbe stato così drammatico. Ragionandoci un attimo mi sono reso conto che fondamentalmente aveva ragione. Ad oggi, molti sistemi GNU/Linux si assomigliano molto, hanno comandi per la gestione relativamente simili (basti pensare a “apt-get install”, “slapt-get –install”, “yum install”, riferiti rispettivamente a Ubuntu/Debian, Slackware, Fedora, cioè a distro molto differenti tra di loro). Senza contare che il buon Luca è sin troppo bravo con Linux, e pur non conoscendo Slackware, ci metterebbe poco a trovare il bandolo della matassa. Ergo ci vuole qualcosa di più intellettualmente stimolante, di poco provato ma di interessante come soluzioni tecniche; la scelta doveva andare tra questi 4

  • ReactOS; Interessante reimplementazione di Win su base wine, indipendente
  • Haiku; Sistema di nuova progettazione che nasce come seguito di BeOS, ma che nel suo attuale sviluppo ricorda un po’ Mac
  • FreeBSD; Una delle implementazioni BSD più complete e riuscite
  • OpenSolaris; Implementazione open del noto sistema operativo di casa Sun.

ReactOS e Haiku sono molto carini da vedere (soprattutto quest’ultimo, lo consiglio a chiunque voglia provare qualcosa di nuova, molto veloce), ma è ancora incompleto. FreeBSD è eccezionale, ma per me non avrebbe rappresentato una grande novità, senza contare che visto dall’interfaccia grafica, è assai simile ai Desktop Linux (anche se il motore sotto il cofano è completamente diverso). Sono caduto su OpenSolaris per due motivi; il primo è che la SUN mi ha gentilmente inviato un CD di prova, il secondo è che ha quell’aspetto “enterprise” che piace tanto al buon Luca, e chissà che non possa essergli utile un giorno conoscere qualcosa in più dei sistemi SUN (anche considerando che ci lavora spesso con roba loro).

L’installazione è semplice ed immediata, soprattutto se si sta eseguendo la versione raccomandata; tutti menu grafici, facili da interpretare, a volte limitati al semplice tasto “avanti”. In poco tempo il sistema, che tanto era da “piallare*” ( piallare = cancellare tutto il contenuto del disco fregandosene del contenuto), era da installato, su una partizione da 20 gb ( a sua volta risuddivisa in altre partizioni, come avviene nei comuni sistemi BSD ). In questo caso, anche se non ce ne rendiamo conto abbiamo tra le mani il potentissimo filesystem ZFS.

L’avvio del sistema è lento, rispetto ad un GNU/Linux fresco di installazione almeno 3 volte più lento. Il login manager, se pur di derivazione gdm, da un’aspetto molto professionale al sistema, così come l’intefaccia che, pur essendo Gnome, è comunque settata con uno stile interessante. Appare un desktop Gnome, pulito, con poche icone ed in italiano, tra cui la registrazione del sistema (opzionale) e l’aggiornamento dei pacchetti (simile ai vari tool grafici visti sin ora). I colori di base tendono a quel blu Fedora, molto rilassante e bello da vedere.

L’intefaccia grafica è ricca di strumenti (anche se di base manca Office), ed è intuitiva quanto qulasiasi altra integrante Gnome. Funzionano, senza confiugurarli, anche i tasti veloci del volume, con tanto di OSD. Il caricamento delle applicazioni è particolarmente lente, cosa però resa sopportabile dalla leggereza con le quali le stesse girano una qual volta caricate e dalla stabilità del sistema una qual volta caricate le applicazioni è  veramente invidiabile.. Il riconoscimento hardware su questo pc (un vecchio portatile DELL) è pressochè ottimale, funziona, audio, wireless, rete, video (anche se a mezzo servizio ovvero con una sorta di driver generico vga, chiamato vgatext) bluetooth (ancora da testare) e l’acpi. Non funzionano il winmodem MC97 ed un controller di smartcard , che però effettivamente non vedo su questo portatile.

Le vere differenze cominicamo a valutarle dando una occhiata “sotto il cofano”, dove molti dei più comuni comandi, pur mantendo le medesime opzioni, cambiano sintassi (ifconfig ad esempio), ma anche lo stesso ps. Cambia inoltre il modo di vedere i dischi montati, e altri comandi di comune utilizzo. Per questo aspetto ricorda i sistemi BSD, pur non avendone assolutamente lo stesso livello di verbosità (a partire dal kernel ), dando l’impressione a volte che in opensolaris molte cose funzionino con “la bacchetta magica”.

Ovviamente uno come me si annoia a provare le versioni stabili, ragione per cui, dopo i primi test ho subito cercato i comandi per passare alla versione corrente; grazie ai ragazzi del “Italian Open Solaris Group Memeber”, con poche semplici righe si è aggiornato tutto.

$pfexec pkg set-authority -O http://pkg.opensolaris.org/dev/ opensolaris.org

$ pfexec pkg refresh –full
$ pfexec pkg install SUNWipkg
$ pfexec pkg image-update

In definitiva, se una persiona possiede un buon PC può considerare, oltre al classico GNU/Linux, anche OpenSolaris, in particolare nell’utilizzo come Workstation da ufficio, proprio per la sua eccezionale sicurezza, per la straordinaria robustezza della rete, l’ottimo rapporto con la rete ed infine, se non si va a scavare troppo, una discreta facilità di installazione ed utilizzo.

Comunque, utilizzare OpenSolaris, da un po’ di refrigerio al cuore smanettone che c’è dentro molti di noi; il fatto che ci sia un po’ un mondo da riscoprire, kernel diverso, diverso utilizzo dei comandi classici, più qualche comando nuovo, ZFS e le sue potenzialità etc, etc hanno riacceso la curiosità di provare qualcosa di nuovo che non sia il classico GNU/Linux e le voglia di perderci del tempo a leggere il “manuale” (carente sotto certi aspetti).

Per il momento è tutto…. più luca ritarderà a riprendersi il suo portatile, e maggiore sarà il numero di test che potrò fare su questo PC. più potro scoprire cose nuove.


Fiera di Cerea, una ottima esperienza per il team di Fedora

18 January, 2010 - 16:34

La nostra partecipazione con Fedora alla Fiera di Cerea è stata un vero successo; durante la due giorni di fiera sono stati numerosi i visitatori al nostro stand, curiosi di conoscere cosa fosse Fedora, ed in molti casi, ansiosi di confrontarsi con il mondo GNU/Linux. Il team si è comportato egreggiamente, cercando di rispondere in maniera semplice e diretta a tutte le domande, ricevendo anche numerosi complimenti anche da chi di solito non si interessa al software libero. Per questo non si può che fare i complimenti ai miei compagni di avventura Davide Benini, Lorenzo Villani, Luca Foppiano e Marina Latini. E’ doveroso inoltre ringraziare lo staff della Fiera, che sin dai primi minuti ci hanno fatto sentire i benvenuti, e per questo meritano un particolare ringraziamento sia Emanuele che Sergio dello stand della protezione civile.

In particolare le domande più gettonate sono state “Cosa è Linux?”, “Che differenza c’è tra Ubuntu e Fedora?” e “Quanto costa questo portatile? (riferito al mio portatile che faceva girare una demo di Compiz)”. E’ stato particolarmente bello vedere lo stupore di alcuni quando gli spiegavamo che il sistema operativo era scaricabile e riproducibile liberamente, senza chiavi di accesso ne codici. Altra notazione statistica, ma che secondo me dovrebbe far riflettere, è che la maggior parte dei curiosi che più si soffermavano a fare domande, e che più dimostravano una mentalità aperta, avevano da 40 anni in su; contrariamente a quanto si potrebbe pensare, molte persone delle più interessate erano anziane.  Molti ragazzi, passando, vedendo che non era Windows, guardavano con diffidenza le varie dimostrazioni live del sistema.

Questo tipo di appuntamenti andrebbe preso ad esempio per l’attività futura, in quanto, pur partecipando a numerosi Linux Day, mai avevo visto passare un così alto numero di persone che hanno chiesto informazioni.  Lo “strumento fieristico” ci ha posto davanti ad un pubblico potenziale di 10000 visitatori, cosa impensabile per un qualsiasi Linux Day, e, cosa più importante, la maggior parte delle persone in questione, era nuova al mondo Linux.

In definitiva una esperienza decisamente positiva, sia per la fiera, che per il team. Personalmente, spero che esperienze come queste, si possano ripetere nel futuro dell’attività di promozione.


16-17 Gennaio 2010, Fiera di Cerea

9 January, 2010 - 19:48

E’ con vero piacere che riporto la notizia della nostra partecipazione con Fedora alla fiera di Cerea (VR), il 16 ed il 17 gennaio. In questo modo si cerca di avvicinare il mondo GNU/Linux a quello che è il mondo dei comuni fruitori di tecnologia.

Riporto qui il comunicato ufficiale tratto da http://blogs.fedoraproject.org/wp/italy/fiera-di-cerea-1617-gennaio-2010/.

Il 16 e 17 Gennaio 2010 ritorna la ormai storica fiera dell’Elettronica di Cerea ritorna con tutti i suoi quattro padiglioni e gli espositori di sempre dopo l’intervento straordinario dello scorso anno voluto dalla amministrazione comunale per consolidare e migliorare la struttura fieristica.

Grazie all’impegno di Compendio Fiere srl e dell’associazione Arco, quest’anno accanto agli espositori e i
radioamatori sarà presente, per la prima volta, un gruppo di appassionati di software libero: il gruppo italiano di utenti e sviluppatori Fedora.

Fedora è una distribuzione  GNU/Linux curata dal Progetto Fedora, un progetto Open Source sponsorizzato da Red Hat e supportato dalla community. L’obiettivo è quello di lavorare con la community di GNU/Linux per creare un sistema operativo completo, utilizzando esclusivamente software liberi e forum pubblici con processi aperti. Questo porta a un continuo aggiornamento delle distribuzioni, aggiornamento che è diventato molto semplice, anche da una distribuzione all’altra.

Fedora è indicata per qualsiasi utilizzo poiché contiene tutti gli strumenti per lavorare in ambiente server senza tralasciare una serie di tool grafici per la configurazione, utili per gli utenti alla ricerca di un desktop user-friendly. Basata sulla ricerca del massimo grado di innovazione è rilasciata su base fissa semestrale con le versioni più recenti di ogni pacchetto, compreso il kernel.

Durante i due giorni della Fiera, saranno presenti diversi Ambasciatori e Sviluppatori facenti parte del progetto Fedora, con uno stand. Sará inoltre possibile fare domande, discutere e chiedere informazioni.

Verranno messi a disposizione diversi computer sui quali sarà possibile sperimentare con mano Fedora e gli applicativi che vengono forniti.

Sarà anche possibile ritirare una copia gratuita del CD Fedora per poter provare e/o installare a casa questo sistema operativo alternativo a windows e completamente libero e gratuito.

Fedora

La fiera sarà aperta sabato e domenica dalle ore 9 alle 18 e il costo del biglietto d’ingresso giornarliero è di 8 Euro, anche se è possibile richiedere gratuitamente una buono per l’ingresso ridotto (6 Euro). Per maggiori informazioni su prezzi e location è possibile visitare la scheda della manifestazione.


Fedora 12, con l’aggiornamento è veramente un’altra distribuzione

9 December, 2009 - 19:02

Se fosse una canzone la intitolerei “A kind of magic”, perchè è incredibile come, un mega aggiornamento di 300 mega, possa cambiare interamente il funzionamento della mia Fedora 12 x86_64. Appena installata infatti si erano presentati malfunzionamenti audio pesanti (alzare il volume con la rotellina bloccava il computer), X non partiva a meno di impostare lo stop del KMS al boot, Gnome partiva in maneira lenta ed era sempre soggetta a crash, KDE non funzionava il menu, Skype non ne voleva sapere. Andava giusto LXDE, ma con qualche limitazione ed in generale un sistema lentissimo e a rischio crash ogni poco….

Anche volendo segnalare qualche bug non avrei veramente capito neanche da quale cominciare.

Poi oggi (9 dic 2009) ho fatto l’aggiornamento via yum e, dopo un rapido riavvio (boot sensibilmente più veloce del precedente), con mio grande stupore, tutti i problemi riscontrati durante il primo test sono spariti, cancellati senza lasciare traccia.

Questa è la Fedora a cui sono abituato, aggiornata si, ma sempre estremamente veloce e funzionale, e adesso posso dire di riconoscerla.

Alla gioia del totale funzionamento del PC, devo contrappore un serio ragionamento su quanto, ancora adesso, a mio avviso, la versione stabile di “Fedora 12″, così come rilasciata nei CD/DVD non sia tale, e di come a volte, alcune release, siano condizionate a volte negativamente, dalle loro cadenzatura obbligatoria. Quella che sto usando adesso, la versione aggiornata, per me, è la vera Fedora 12.


Fedora 12, una release poco affidabile

27 November, 2009 - 01:37

No, non sono impazzito di colpo, ma dopo una due giorni di installazioni di Fedora 12 (x86 e x86_64) posso senza dubbio affermare che, nonostante le attese, Fedora 12, e lo dico a titolo squisitamente personale, mi ha profondamente deluso.

A partire dall’installazione sul netbook A110, dove la prima installazione ha spazzato via la vecchia Fedora 11, che andava divinamente, ivi compreso la schedina di memoria dove c’erano i miei dati. Alla prima installazione ha installato in automatico un LVM con ext4 (direi una scelta folle su un SSD da 8gb), ma questo non è certo colpa di Fedora, piuttosto delle sue scelte “automatiche”. L’ovvio risultato è che all’avvio c’è stato un “Hard Disk Error”.

Rifatte le partizioni manualmente, ed installato il tutto, il sistema è risultato essere assai più pesante del suo illustro predecessore.

Come temevo, il tanto pulseaudio, non mi è stato amico, e, all’installazione di Skype ha dato una infinità di problemi ancora da risolvere

Dopo nemmeno un giorno e qualche upgrade, Fedora 12 sul netbook non parte nemmeno più con Gnome, ma solo con un limitatissimo fluxbox. Adesso cercherò una soluzione. (ovviamente sorvolo su tutti i tweak utilizzati sin ora).

Sul notebook core2duo, ho installato la x86_64, che, non ha dato problemi dischi e con il complesso sistema di partizioni che impera sul mio disco fisso. L’installazione non ha dato problemi, ma al primo riavvio il sistema si è bloccato con il caricamento dell’interfaccia grafica. Il problema, era lagato al kernel mode setting del driver nouveau, la versione libera del driver per Nvidia. E bastato aggiungere “nomodeset” alle opzioni di boot del kernel, per riuscire a far partire X. Ma anche in quasto caso, dopo l’ovvio aggiornamento Gnome ha dato i numeri, skype ha dato grandi problemi con l’audio, senza contare che, una volta chiamati i controlli della tastiera del volume, il PC subiva quasi un blocco; il processo bloccante era, neanche a dirlo “pulseaudio”.

Passando a KDE questo problema, almeno al momento, non si presenta; questo a conferma di una mia vecchia teoria, che l’accoppiata “gnome + pulseaudio” e una cosa malvagia.

Complessivamente le prestazioni del sistema fanno un po’ rimpiangere la Slackware 13 e l’elevata funzionalità della versione precedente Fedora 11

Ribadisco, sono solo le miei impressioni, ma sono molto negative…  speriamo che si risolva con qualche aggiornamento, ma attualmente non installerei questa versione agli amici.