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If you are using Ubuntu 9.10 (Karmic) and the Kubuntu Beta repository, you may have noticed that the release of 4.4 RC2 broke the PyKDE bindings, which were left at version 4.3.x; for (temporarily) solving the issue, I have rebuilt the 4.3.95 packages from Ubuntu 10.04 (Lucid) to Karmic, without any modifications, and you can find them on my PPA. I don’t know if the Beta PPA will provide the final 4.4.0 bindings, mine are just for the RC2 release.
Please notice that they are absolutely not to be considered as stable or widely tested or any of this; they just Work For Me, and they may work for someone else, but I cannot guarantee anything on that.
Ho letto gli ultimi due numeri di Ubunchu, il manga giapponese su Ubuntu (non sanno più cosa inventarsi), e dato che l’ho già citato in precedenza (no, non sto linkando il vecchio post, mi ci vuole una vita per ritrovarlo…), lo ri-cito, riproponendo questa immagine veramente carina…
Sarà sicuramente stato il clamore che ha accolto l’arrivo del nuovo Apple iPad ad aver oscurato un altro prodotto presentato durante l’ultimo Keynote, sto parlando del formidabile iCestino. I rumors tipici dell’ambiente mac lo hanno preceduto fin dal momento in cui a Cupertino è ventilata l’idea, anni in cui lo stesso Steeve Jobs riteneva il mondo non pronto per una simile rivoluzione, un prodotto che coprisse la distanza tra il macbidone altrimenti detto iMac 27″ e il mac scatoletta altrimenti conosciuto come mac Mini.
Oggi in anteprima ho potuto aprire il pacco contenente il prodotto Apple iCestino.
Consci dei problemi e delle limitazioni di questi due prodotti gli ingegneri Apple hanno provveduto ad offrire al pubblico un contenitore completamente automatizzato, con un robusto case in acciaio inossidabile ed una meccanica testata per 100000 aperture, perfetto come gettapannolini…
Dopo una serie di commenti negativi in merito, ero abbastanza scettico su questa Gnome-shell, la versione anteprima di quello che sarà il futuro Gnome 3.0. Ero già mentalmente pronto ad una stroncatura, anche perchè, se già non amo Gnome, sentire criticare Gnome-shell dagli amanti di Gnome era tutto in programma. Installarlo su Fedora 12 è veramente al pari di installare un singolo pacchetto da package manager e configurarlo (va attivato nella sezione “Effetti Desktop”).
Nonostante i miei pregiudizi, mi trovo su un ambiente Desktop insolito, stranamente molto intuitivo, molto fluido e veramente facile da utilizzare. Sfrutta indubbiamente meglio gli spazi del desktop, tant’è che da subito direi che è ottimale per i netbook. L’accesso alle applicazioni, se pur non immediatissimo è sufficientemente logico. Manca ancora un po’ di miglioramento sui menu (e sui contrasti), e la visibilità non è eccezzionale (ma sicuramente migliorabile con un buon tema grafico), ma finalmente qualcosa di nuovo. Da sostenitore di KDE convinto quale sono, mi ritrovo quasi spiazzato, ma onestamente convinto che con questa Gnome-shell e di conseguenza il futuro Gnome 3.0, possano recuperare tutto il terreno hanno perduto nei confronti di KDE 4.
Se dobbiamo parlare di “UI”, Gnome-shell porta con se un tipo di approccio nuovo, e, che piaccia o meno, almeno hanno provato ad innovare in un ambiente dove tutti cercano di mantenere stretto il più possibile il loro “look & feel”. Quindi, bravi, continuate così, c’è ottimo margine di miglioramento.
Come è già accaduto cinquant’anni fa la seconda potenza economica sta cercando uno stato cuscinetto che gli permetta di elevare lo scontro con gli stati uniti senza doversi esporre in prima persona.
L’Iran, col suo regime teocratico, si presta molto bene al ruolo, bisognerebbe solo convincerlo a giocare le partite della Cina al posto di quelle soliste.
Putroppo però il regime cinese ha massacrato e sta continuando a massacrare la popolazione mussulmana nel suo territorio, probabilmente se si facesse leva su questa incoerenza si potrebbe ottenere un duplice effetto o come dicono negli scacchi un bell’occhiello, da un lato il riimensionamento del regime di theran per manifesta incoerenza e parallelamente un indebolimento del regime cinese ad opera della autonomia richiesta dagli Uyguri e dallo scarso appoggio internazionale.
Non sarà mai troppo presto il momento in cui questi benedetti cinesi si sveglieranno e chiederanno dei diritti da uomini pittosto che da bestie, e non sarà mai troppo tardi il giorno in cui noi inizieremo a boicottare i marchi italiani che producono all’estero.
It took some time but finally someone put on the web images of what’s inside the Fonera 2.0N.
Here are the links:
Printed circuit top
Printed circuit bottom
Now some details:
In the top picture you can clearly see the new Ralink chip and the FLASH memory, which has a parallel interface (the previous Foneras had a serial FLASH) so we can expect faster boot times and better read/write performance.
The bottom picture only shows the two RAM chips.
There seems to be a JTAG port (the 12 pads at the left of the top image). Even the other Foneras had such connector, but was never used since redboot and the serial port provided an easier way to reflash it.
And yes, there is also a serial port! The connector name is JP2, the 4 pin connector at the bottom left in the top pcb image. It is not populated by default, but it is always possible to solder wires directly to the pad on the pcb.
Quoting from
http://fonosfera.org/pipermail/development/2010-January/001309.html
Serial Port is JP2.
Pins are 3,3V – RXD – GND – TXD
Configuration is: 57600 8 N 1
As I don’t have a Fonera 2.0N, I can’t try to see if it really works, buth the pinout does make sense since it says that GND is pin 3, and the bottom pcb image shows that the third pin is connected to the ground plane.
Sto guardando il video dell’intervista di Youtube con il presidente americano Obama: Youtube ha chiesto ai cittadini degli Stati Uniti di pubblicare domande da fare ad Obama, testuali o tramite video (naturalmente), successivamente sono state votate e le migliori per le varie categorie (economia, politica estera, whatever) sono state effettivamente chieste ed hanno ricevuto risposta.
Ve li immaginate i nostri politici fare una cosa del genere? E non parlo di quei pochi (giovani per lo più) che già ora lo fanno, ma della stragrande maggioranza, Governo in testa. Ma se nel momento in cui Grillo chiede a Schifani (presidente del Senato, ricordiamolo, seconda carica dello Stato se ben ricordo) di poter avere un incontro trasmesso su Internet, lui rifiuta… altrochè trasparenza!
Come sapranno le persone che mi conoscono, sono uno studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Dal secondo anno di studi in poi io ed alcuni colleghi abbiamo avviato una rete informativa in cui scambiarci documenti elettronici per lo studio delle materie, ma anche risultati di temi d’esame quando i professori non li fornivano. Più volte su questo blog ho postato articoli con i quali aggiornavo la collezione di slides e temi d’esami svolti per una determinata materia.
Ebbene, durante questa sessione d’esami ho ritenuto necessario riorganizzare tutta la documentazione che ho raccolto in questi anni, catalogarla e renderla disponibile a tutti gli interessati. Ho quindi avviato un progetto: il progetto Polidocs. Polidocs contiene una serie di files pdf utili per lo studio delle materie affrontate nel mio percorso di studi. Per accedervi basta andare sulla pagina del progetto.
Per navigare attraverso i files, raccolti in una cartella per ogni materia, basta invece seguire il link files. Se volete scaricare l’intero archivio basta installare il programma Mercurial (pacchetto mercurial su ubuntu), aprire un terminale e digitare:
hg clone http://mercurial.intuxication.org/hg/polidocsSpero vi sia utile!
E pare che l’importo sarà prelevato direttamente dal fondo yahoo denominato V.A.T.U.A.G.G. “vendi anche tu un attivista al governo cinese”.
Ovviamente la verità parziale è questa.
Normalmente si è abituati a pensare che i motori di ricerca si approprino delle informazioni sulle ricerche effettuate dagli utenti tramite il proprio sito e che le utilizzino per delle ricerche di mercato. In realtà la faccenda è estremamente più complessa poichè a volte i dati sulle ricerche vengono condivisi tra i vari competitors per ottenere maggiori informazioni globali, a volte vengono incrociati i dati, riuscendo cosi a risalire addirittura alla cronologia di navigazione di un determinato indirizzo ip, che è come un numero di telefono, quindi associato ad una utenza!
Navigando il nostro browser concede tutta una serie di informazioni precisissime a siti sui quali magari siamo finiti per sbaglio, sto parlando dei famigerati cookie, codici identificativi della sessione di navigazione che possono essere installati a comando del sito sul vostro computer.
La qestione diventa ancora più spinosa se ci si “affilia” ad una specifica casa, come google-gmail oppure MSN-hotmail o yahoo-yahoomail, non sto dicendo che google usa in modo losco i dati catturati dalla nostra posta e dalla nostra navigazione, ma che potrebbe, o magari che lo farebbe qualcun altro a sua insaputa.
Il principio di cautela quindi suggerisce di diversificare l’utenza, per non lasciare troppa traccia di sè in rete, anche se non si ha niente da nascondere e anche se si è addirittura orgogliosi dell’uso che si fa della rete non si può mai sapere se un giorno qualcuno ci chiederà conto di essere stati degli assidui lettori di giornali schierati, oppure frequentatori di cirocoli politici avversi, oppure degli appassionati di caccia,o di pesca, o di possedere una radio o un certo cellulare o un certo computer o di aver scritto una certa mail, o di aver segnalato quel determinato reato in modo anonimo o..o…o…
Oggi nel giorno della shoah mi viene da pensare quanto sarebbe stato difficile per il terzo reich individuare un ebreo se non si fosse saputo niente della sua origine. Impensabile oggi vero?
Il metamotore ixquick può soddisfare alcuni dei nostri bisogni primari come la possibilità di piazzare un bel “fatti i cazzi tuoi!” a tutto questo.